IL CASO DI DANIELE… QUANDO L’ ESAME DI MATURITA’ SEMBRAVA IRRANGIUNGIBILE

Scritto da Maria Chiara Marcelli

[Il caso clinico descritto in questo articolo NON è reale. Si tratta di una narrazione esemplificativa di un intervento di terapia breve che prende spunto da più situazioni modificate e rese opportunamente irriconoscibili.]

SE VUOI VEDERE IMPARA AD AGIRE  (HEINZ VON FOERSTER)

L'obiettivo di questo articolo è mettere in evidenza, tramite la presentazione di un caso clinico; l’efficacia e l’utilità delle terapie brevi sistemico-strategiche, presso uno sportello d’ ascolto scolastico attivo in una scuola superiore di secondo grado.  Le terapie brevi in quanto privilegiano modalità di intervento brevi e flessibili si rivelano particolarmente funzionali nell’ambito di uno sportello d’ ascolto scolastico, poiché   focalizzandosi su obiettivi concreti e raggiungibili, rispondono efficacemente alle esigenze di intervento rapido, tipiche del contesto educativo scolastico. Nello specifico, la terapia a seduta singola se, da un lato, consente di massimizzare l'efficacia di ogni singolo incontro promuovendo il benessere psicologico, emotivo e sociale dell'alunno/a  che chiede aiuto; dall'altro permette di agire  indirettamente  e  direttamente in un'ottica sistemica, in quanto amplifica e migliora  il raggio d'azione, al contesto classe ed in generale all'ambiente scolastico in cui il problema o il disagio  si  manifesta, oppure al sistema familiare di appartenenza dell'alunno/a.

Nella descrizione di questo caso clinico si affronterà il problema del blocco scolastico e le aspettative verso gli esami di maturità da parte di un alunno che frequenta il 5 anno dell’indirizzo elettronico di un istituto tecnico d’istruzione superiore.

INTRODUZIONE AL CASO: DANIELE, IL SUO BLOCCO SCOLASTICO

Daniele è un alunno di circa 21 anni, richiede un colloquio presso lo sportello d’ ascolto, sollecitato dai docenti di classe, in quanto ripetente da due anni, con un elevato numero di assenze registrate durante l’anno scolastico, a rischio di dispersione scolastica.

Accolgo Daniele, introducendo la Terapia a seduta singola (Cannistrà, Piccirilli,2018) in quanto in ambito scolastico, risulta molto utile per ottenere il massimo dall’ incontro, individuando risorse negli alunni, facilitando la collaborazione e costruendo in tempi brevi alleanze flessibili.

FASE INIZIALE

Definire il problema in termini operativi: Daniele riferisce le sue difficoltà scolastiche ormai trascinate negli anni, non è motivato ad applicarsi a scuola, si sente in colpa per il blocco verso lo studio. Fa uso di spinelli la sera; la mattina, arriva in ritardo a scuola e durante le lezioni spesso si addormenta e si isola con il cellulare. L’ interazione con alcuni docenti è diventata difficile e con la madre i litigi sono frequenti; pur essendo consapevole di frequentare l’ultimo anno, non si sente più efficace nel raggiungere gli obiettivi scolastici. Racconta della morte del papà, all’età di 16 anni, il lungo decorso della malattia causato dal consumo di alcool; ha un fratello più grande che lavora ed una mamma che riferisce sacrificarsi in lavori umili come domestica.

Definire l’obiettivo e priorizzare: durante l’incontro, ci si concentra su un unico obiettivo SMART: superare gli esami di maturità. Insieme condividiamo  l’obiettivo, come specifico verso la preparazione degli esami; misurabile in quanto tempo potevano evidenziarsi dei piccoli passi e miglioramenti nello studio; assegnabile soltanto a Daniele come alunno, non ai docenti, né alle continue sollecitazioni della mamma o attribuibile al suo senso di colpa; realistico in quanto raggiungibile a partire dalle risorse di Daniele, al suo esserci e stare nel presente; time-Related, legato ad una scadenza temporale specifica determinata dalla data degli esami di maturità.

Chiedere feedback costanti: nel riformulare ciò che è stato detto, ci si orienta verso la rotta da seguire, individuando e valorizzando la sua volontà di mettersi in discussione e affrontare la sfida evolutiva verso il traguardo degli esami. Proiettarsi verso il futuro significa esprimere sogni e progetti dopo la maturità: lavorare per riuscire a pagarsi l’università, essere autonomo e supportare la mamma nell’ andamento economico familiare. Nel valorizzare il raggiungimento del suo obiettivo, si rimanda all’ imperativo di Heinz von Foerster “Se vuoi vedere impara ad agire”.

FASE MEDIANA

Indaga le risorse ed eccezioni al problema: nell’ indagare come è riuscito ad affrontare momenti difficili e ad andare avanti fino ad oggi, Daniele riconosce alcune risorse interne ed esterne: la  resilienza, la sua capacità empatica, il supporto affettivo della zia  e della cugina, alcuni amici  di fiducia e soprattutto un’ esperienza di crescita personale, ossia la frequenza di un corso tenuto da un esperto di imprenditoria digitale, dal quale ha appreso che il segreto del successo: sta nel credere  in se stessi e in ciò che si fa. Poter esplorare eccezioni al problema e restituire a Daniele il riconoscimento di qualità, risorse interne ed esterne, ha consentito la percezione di una nuova cornice di significato al problema, non più attribuita al suo blocco scolastico o convinzione di non farcela, ma alla possibilità di agire ed avere fiducia nelle sue capacità.

Identifica i comportamenti disfunzionali: allo scopo di modificare o bloccare ciò che Daniele stava facendo per risolvere il problema, ma che finiva per alimentarlo, propongo durante il colloquio la tecnica del Come Peggiorare (Nardone&Watzlawick, 1990): “Se tu volessi volontariamente mantenere così la situazione o peggiorarla, quali sono le cose, le azioni che dovresti fare o non fare?”

La tecnica del Come Peggiorare ha consentito a Daniele, di riflettere in seduta sui comportamenti disfunzionali, pensieri e azioni che stava mettendo in atto e che peggioravano la sua situazione scolastica.

Dai feedback e suggerimenti ed eventualmente crea un piano d’azione: nel fare i complimenti e dare dei feedback sulle risorse dell’alunno, come queste potessero essere utili nel migliorare il suo rendimento scolastico, suggerisco la scala della motivazione da 0 a 10, dove 10 rappresenta il massimo della motivazione a raggiungere l’obiettivo dell’ammissione agli esami di maturità e 0 l’esatto opposto. Daniele si posiziona a 5, riconoscendo alcune risorse e abilità scolastiche come diverse conoscenze teoriche, l’interesse per alcuni autori, la volontà e l’impegno nel conseguire un diploma di maturità, necessario per orientarsi nel futuro, il senso di responsabilità verso se stesso e la mamma. Emerge dal colloquio, la possibilità di progettare insieme una proposta d’azione per le settimane successive. L’ alunno stesso propone di lavorare sul capolavoro, una prova scritta esperienziale, da inviare sulla piattaforma scolastica ai fini degli esami di maturità. Compilarla come se fosse una lettera al futuro, alla luce delle nuove percezioni acquisite durante la seduta, rappresentava un piano efficace verso il cambiamento.

FASE FINALE

Fai una buona chiusura ed esplicita la porta aperta: considerata la prossimità con gli esami di maturità, esplicito a Daniele che la mia porta resterà aperta presso lo sportello d’ascolto; si condividono altri due incontri per monitorare l’andamento.

SEDUTE SUCCESSIVE E FOLLOW UP

Sono state svolte successivamente, due sedute di terapia breve centrata sulla soluzione funzionali ad accrescere la motivazione e la preparazione agli esami di maturità; mentre per gestire il consumo e ridurne l’uso degli spinelli, è stato utile per l’alunno riflettere su come l’acquisto del fumo avesse un costo con implicazioni sui sacrifici lavorativi della mamma. Daniele ha conseguito finalmente la maturità evidenziando di fronte alla commissione d’ esame, sicurezza nell’ esposizione, padronanza, e orientamento al futuro. Oggi Daniele frequenta l’università, ha una relazione sentimentale e lavora saltuariamente per pagarsi gli studi universitari.

Bibliografia

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2021). Terapia centrata sulla soluzione. Principi e pratiche. EPC.

Moccia, F., Cannistrà, F. & Piccirilli, F. (a cura di), (2026). Terapie Brevi in Età Evolutiva. Crescere, Cambiare, Intervenire. FrancoAngeli.

Scritto da Maria Chiara Marcelli

Psicologa dello sviluppo e dell’educazione, Psicologa scolastica, Specializzanda in Terapie brevi sistemico-strategiche presso l’istituto ICNOS
di Roma.
Interviene negli istituti scolastici, promuovendo l’inclusione ed il benessere
degli studenti mediante lo “sportello d’ascolto psicologico” e percorsi nelle classi, mirati alla risoluzione di problemi comportamentali, relazionali e di
apprendimento. Interviene presso il centro genitorialità, in rete con i servizi
sociali, educativi e di accoglienza del territorio di residenza, con percorsi
di prevenzione e supporto per le famiglie, adolescenti e minori in condizione di rischio e di estrema fragilità.
Svolge attività privata presso il proprio studio clinico.

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