Da dove partiamo, come terapeuti, nella psicoterapia breve sistemico-strategica
Nella pratica della psicoterapia breve sistemico-strategica non incontriamo problemi teorici.
Incontriamo domande cliniche.
Domande situate.
Domande che chiedono una risposta immediatamente utilizzabile.
Il punto non è decidere a priori quale modello applicare.
Il punto è comprendere come il problema funziona per quel cliente.
Qui e ora.
Nel contesto specifico in cui si manifesta.
La Terapia a Seduta Singola rappresenta, in questo senso, una cornice operativa.
Invita il terapeuta a considerare ogni incontro come potenzialmente conclusivo.
Non come limite.
Ma come vincolo generativo.
Questo orientamento modifica l’ascolto clinico.
Rende centrale la definizione di un obiettivo utilizzabile.
Costringe a lavorare sull’essenziale.
Riduce il rischio di interventi dilazionati o esplorativi senza direzione.
Differenziare l’intervento senza irrigidire il modello
Nel lavoro quotidiano emergono configurazioni differenti.
Alcuni clienti mostrano accesso immediato alle risorse.
Possono descrivere eccezioni.
Possono immaginare sviluppi concreti.
In queste condizioni, la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione consente di amplificare ciò che già funziona.
Il focus resta sull’utilizzabile.
Non sull’analisi del problema.
Altri clienti arrivano intrappolati in tentativi di soluzione ridondanti.
Ripetono strategie inefficaci.
Aumentano il controllo.
Ottengono lo stesso esito.
Qui la Terapia Strategica permette di intervenire sulla logica di mantenimento.
Introduce discontinuità.
Lavora sulle sequenze interattive che sostengono il problema.
All’interno della psicoterapia breve sistemico-strategica, queste scelte non definiscono appartenenze teoriche.
Definiscono mosse cliniche.
La differenziazione è funzionale.
Non identitaria.
Il criterio di scelta nella pratica tra colleghi
Con l’esperienza, alcune situazioni sembrano orientarci spontaneamente verso un modello.
È un effetto della familiarità clinica.
Non una regola.
Il rischio è trasformare questa impressione in automatismo.
È qui che serve vigilanza metodologica.
La domanda utile non è:
“Quale approccio utilizzo di solito?”
La domanda utile è:
“Che tipo di intervento rende questa seduta trasformativa?”
La competenza, nella psicoterapia breve sistemico-strategica, coincide con la capacità di oscillare tra assetti diversi.
Senza perdere coerenza epistemologica.
Senza uscire dalla logica breve.
Senza smarrire la direzionalità dell’intervento.
La Terapia a Seduta Singola mantiene questa tensione operativa.
Ricorda che il cambiamento non dipende dalla durata.
Dipende dalla precisione della mossa clinica.
La scelta del modello non precede l’incontro.
È l’incontro a rendere necessario il modello.
Riferimenti bibliografici
De Shazer, S., Dolan, Y., Korman, H., Trepper, T., McCollum, E., & Berg, I. K. (2007). More than miracles: The state of the art of solution-focused brief therapy. New York, NY: Haworth Press.
Hoyt, M. F. (2012). Brief psychotherapy and managed care. Journal of Clinical Psychology, 68(11), 1216–1226. https://doi.org/10.1002/jclp.21906
Watzlawick, P., Weakland, J. H., & Fisch, R. (1974). Change: Principles of problem formation and problem resolution. New York, NY: Norton.

