ISTITUTO ICNOS

Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Sistemico-Strategica

La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Sistemico-Strategica mira a fornire una formazione integrata di modelli teorici, tecniche d’intervento e ambiti applicativi di diversi approcci psicoterapeutici influenzati da due grandi orientamenti: le Terapie Brevi di matrice strategica, e l’Approccio Sistemico.

 

L’Approccio Sistemico: lavorare con l’individuo, la coppia e la famiglia

Obiettivi

Presso l’Istituto ICNOS riteniamo fondamentali 2 punti derivati dall’approccio sistemico:

  1. Il terapeuta deve saper lavorare con l’individuo, con la coppia e con la famiglia: in questo modo, a seconda delle necessità, può privilegiare il sistema con cui ritiene più adeguato intervenire. La Scuola fornisce quindi le competenze per lavorare con tutti e tre.
  1. Il problema per cui la persona si presenta ha un suo significato all’interno dei principali sistemi in cui è immerso (ad es. famiglia, lavoro, scuola, gruppo dei pari ecc.). Il terapeuta viene messo in grado di comprendere il particolare significato che il problema assume all’interno di questi sistemi.
Brevi cenni storico-applicativi

L’Approccio Sistemico si diffonde negli Stati Uniti a partire dalla seconda metà del ‘900 (von Bertalanffy, 1968). La Scuola di Palo Alto e il Mental Research Institute, con i loro maggiori esponenti (Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, Paul Watzlawick, Richard Fisch, John Weakland), furono tra i principali fautori dello sviluppo delle teorie sistemiche (Bateson, 1972; Watzlawick & Weakland, 1976).

L’orientamento sistemico assume come punto di osservazione privilegiato le implicazioni pragmatiche dei comportamenti e delle comunicazioni individuali e relazionali (Watzlawick, Beavin & Jackson, 1967; Watzlawick & Weakland, 1976; Weakland, 1983): si studia, cioè, in che modo i comportamenti e le comunicazioni delle persone influenzino il loro rapporto con se stessi e con gli altri.

L’individuo viene considerato come parte integrante dei suoi sistemi relazionali di riferimento (coppia, famiglia, gruppi sociali ecc.), che diventano al contempo un utile strumento di lettura dei suoi comportamenti, funzionali e non. Un comportamento, sano o patologico che sia, ha senso all’interno dei diversi sistemi in cui si inserisce. Non è, quindi, “sano o patologico” in sé, ma assume dei significati ben precisi.

A partire da questi studi si sono evoluti una serie di approcci, che non si sono più limitati a lavorare esclusivamente vedendo l’intera famiglia. Come specificato da Fisch et al. (1982, p. 44): “l’approccio sistemico è tale soprattutto da un punto di vista concettuale: l’importante è il modo di vedere i problemi, non il fatto di tenere sedute individuali, o con due o più membri di una famiglia.”

 

Le Terapie Brevi: aiutare la persona nel più breve tempo possibile

Come Istituto ICNOS ci rifacciamo a diversi approcci di Terapia Breve: vogliamo formare terapeuti capaci di muoversi attraverso diverse forme di Terapia Breve, così da divenire in grado di poter gestire le diverse complessità delle persone.

Ci rifacciamo in particolare a 3 modelli principali, di matrice strategica:

  • la Terapia Strategica modello MRI
  • la Terapia Strategica Familiare
  • la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione

 

Pur diversi tra loro, con il termine “matrice strategica” diversi autori sottolineano la connessione con gli sviluppi degli studi e delle pratiche di Milton H. Erickson (Haley, 1973; Watlzwick et al., 1974; de Shazer, 1985).

Haley, ideatore del termine “terapia strategica”, sostiene che “non è un particolare approccio o teoria, ma un nome per quei tipi di terapia in cui il terapeuta si assume la responsabilità di influenzare direttamente le persone” (1973, p. 3).

A questi si aggiunte un quarto modello, la Terapia a Seduta Singola (Talmon, 1990; Hoyt & Talmon, 2014; Cannistrà & Piccirilli, 2018), ad essi trasversale.

 

 

La Terapia Strategica: interrompere i pattern disfunzionali

Il terapeuta strategico mira a interrompere rapidamente i pattern disfunzionali ridondanti e a sostituirli con pattern funzionali, attraverso assegnazione di prescrizioni di comportamento, ristrutturazioni percettive/cognitive/emotive (Watzlawick et al, 1974), e comunicazioni suggestive ed evocative che rafforzino la collaborazione e incrinino le percezioni disfunzionali (Watlzawick, 1977).

Detta anche Terapia Breve modello MRI, fu sviluppata all’interno del Brief Therapy Center, nel Mental Research Institute (Watzlawick et al., 1974; Fisch et al., 1982; Fisch et al., 2002).

Secondo la sua prospettiva, le difficoltà, i problemi e i disturbi sono determinati e mantenuti dall’insieme di soluzioni che il paziente mette in atto per fronteggiarli (tentate soluzioni disfunzionali).

 

Seguendo l’ottica costruttivista radicale (von Glasersfeld, 1981, 1987, 1995; Watzlawick, 1981), che asserisce che la conoscenza e la rappresentazione della realtà sono influenzate dalla soggettività di ciascun individuo, è fondamentale la percezione che il paziente ha del suo problema, e ciò che ha tentato di fare per risolverlo.

Il terapeuta non impone la propria realtà sul paziente, per farlo rigidamente aderire a una sorta di “verità oggettiva”. Si interessa, invece, alla rappresentazione del mondo della persona stessa, per comprendere dove essa è divenuta disfunzionale (causa di sofferenza) e come aiutare la persona a sbloccarla.

La struttura della Terapia Strategica prevede 4 fasi durante la seduta:

  1. Definizione del problema
  2. Definizione dell’obiettivo
  3. Identificazione delle tentate soluzioni disfunzionali
  4. Elaborazione di una strategia per bloccare le tentate soluzioni

 

La Terapia Strategica Familiare: comprendere e risolvere le dinamiche familiari disfunzionali

Il terapeuta dev’essere in grado di lavorare anche con la famiglia e la coppia, riconoscendo e interrompendo le disfunzionali alleanze, interazioni e relazioni che mantengono in vita i problemi presentati.

L’approccio di Terapia Strategica Familiare (Haley, 1960, 1963, 1968, 1980; Madanes, 1981; Haley & Grove, 1993) arricchisce quanto sopra, con l’idea principale che determinati problemi possano essere dovuti dall’incongruenza gerarchica all’interno della famiglia e dalle conseguenti sequenze disfunzionali di atti connotati da alleanze e giochi di potere.

Il terapeuta formato anche in Terapia Strategica Familiare è in grado di comprendere come alcuni sintomi e comportamenti del paziente possano configurarsi come tentativi di gestire le interazioni con gli altri membri della famiglia/coppia.

La Terapia Strategica Familiare di Haley si fonda su 5 passi, simili a quelli visti per il precedente modello:

  1. Definire il problema da risolvere
  2. Definire gli obiettivi della terapia
  3. Progettare degli interventi specifici (strategie)
  4. Valutare i risultati degli interventi
  5. Valutare il raggiungimento degli obiettivi

 

La Terapia Breve Centrata sulla Soluzione: individuare e utilizzare le risorse delle persone

Il terapeuta è in grado aiutare la persona a creare velocemente delle prospettive positive, basandosi sulle sue risorse. In aggiunta alle terapie descritte, il terapeuta è in grado di identificare e attingere direttamente alle risorse della persona. Questo consente di massimizzare la collaborazione, annullare le resistenze e far sì che sia la persona stessa a sbloccare rapidamente il problema, ampliando ciò che già sta funzionando nella propria vita.

Si tratta di uno dei modelli di terapia breve più diffusi al mondo, e si focalizza sulla capacità della persona di trovare spontaneamente una soluzione al problema (de Shazer, 1985; de Shazer et al., 1987, 2003, 2007; Berg, 1994; Berg et al., 1992, 2001; O’Connell, 2014).

Per il terapeuta questo significa individuare e mobilitare le risorse del paziente, identificando luoghi, tempi e condizioni in cui il problema non si manifesta (eccezioni positive) per poterle replicare e amplificare, proiettando così fin da subito l’aspettativa del paziente oltre la situazione problematica (scenario oltre il problema).

Fondamentale nella TBCS è il solution-talk, la capacità del terapeuta, durante il colloquio, di orientare le percezioni della persona verso prospettive positive, permettendole di creare uno scenario libero dal problema, in cui poi cominciare da subito a muovere un primo piccolo passo.

 

 

La Terapia a Seduta Singola: massimizzare l’efficacia di ogni singola (e spesso unica) seduta

Secondo l’OMS (Wells et al., 2013), circa il 50% delle terapie si interrompe entro le prime 3 sedute. Altri studi mostrano come il numero più frequente di sedute in psicoterapia è 1: le persone che si presentano per una sola seduta sono più di quelle che si presentano per 2, o per 3, per 4 ecc. (Hoyt et al., 2014).

Il terapeuta formato in Terapia a Seduta Singola diviene in grado di trarre il massimo da ogni singola seduta, con 3 vantaggi:

  1. aiuta la persona a trovare già in una seduta un supporto, se non una vera e propria risoluzione, al suo problema
  2. massimizza l’efficacia dell’intera terapia, abbreviando la durata complessiva del trattamento
  3. risponde alle esigenze contemporanee delle persone di trovare aiuti rapidi ed efficaci ai propri problemi

 

La TSS ha avuto un crescente numero di studi e ricerche negli ultimi 30 anni (Talmon, 1990; Hoyt et al., 2014, 2018; Cannistrà & Piccirilli, 2018). In Italia, l’ente principale che si occupa di fare ricerca, formazione e divulgazione in TSS è il nostro Italian Center for Single Session Therapy, in partnership con l’Istituto ICNOS.

 

Una seduta di TSS prevede 7 competenze fondamentali:

  1. Definire il problema
  2. Definire l’obiettivo e le priorità
  3. Richiedere dei feedback costanti
  4. Identificare risorse e limiti
  5. Dare feedback, complimenti e suggerimenti
  6. Assegnare un compito/strategia
  7. Lasciare la porta aperta

 

Efficacia delle Terapie Brevi

Fin dal principio, i modelli esposti si sono rivelati efficaci per una grande quantità di problemi. Riferendoci solo a una minima parte de gli studi evidence based pubblicati, troviamo che i modelli sopra-esposti si sono rivelati efficaci per:

  • disturbi d’ansia (Nardone & Watzlawick, 2005; Rakowska, 2011; Lyubchenko & Baziak, 2015)
  • disturbi ossessivi (Pietrabissa et al., 2016)
  • disordini alimentari(Brook Barbieri, 2010; Castelnuovo et al., 2011; Pietrabissa et al., 2014)
  • depressione (Watzlawick & Coyne, 1980; Fisch et al., 2002; Yapko, 2015)
  • psicosi (Jackson & Weakland, 1961; Haley, 1980)
  • alcolismo (Jackson, 1967; Fisch, 1986; Berg et al., 1992)
  • problemi coniugali, familiari e delle condotte scolastiche di bambini e adolescenti (Amaeta, 1989; Hopwood, 1993; Perkins, 2006, Scarlaccini, Cannistrà & Da Ros, 2017)
  • disturbi sessuali (Dolan, 1992; Green et al., 2004)

Inoltre i modelli si sono rivelati efficaci con individui e famiglie appartenenti diverse etnie culturali (Richeport-Haley, 1998; Soo-Hoo, 1999) e per il trattamento di pazienti con patologie organiche (Caniato & Skorjanec, 2002; Rakowska, 2015).

 

Conclusioni 

Presso la nostra Scuola vogliamo formare terapeuti che sappiano trattare in tempi brevi diverse tipologie di problemi. Questo è possibile solo padroneggiando diversi approcci, cosicché il terapeuta abbia la capacità di lavorare più facilmente con le diverse persone che incontrerà nel proprio percorso.

Abbiamo scelto approcci di Terapia Breve che hanno saputo mostrare la propria validità, e con cui abbiamo appreso a formarci direttamente, spesso anche con grandi esponenti degli stessi.

Programma formativo

Dai un’occhiata al programma formativo della scuola, alle varie attività e alla suddivisione delle annualità.

I nostri docenti

In questa pagina troverete l’elenco dei nostri docenti e i loro contatti.

Iscrizione e costi

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Ordinamento

Un’esauriente descrizione di come funziona la nostra Scuola di Specializzazione

Convenzioni

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Altre informazioni

Open Day

Istituto ICNOS – Scuola di Specializzazione

Quando:

15 dicembre 2018 ore 10-13

Dove:

Villa Pirandello

Via Antonio Bosio, 15/B – Roma (RM)

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La  Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Sistemico-Strategica ICNOS è riconosciuta dal MIUR con nota prot. 1783 del 21 aprile 2017.

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A conclusione di ciascun anno di formazione, è prevista una verifica degli apprendimenti con relativo feedback correttivo. Gli esami annuali e finali verranno sostenuti previo controllo dell’apposito libretto di formazione, predisposto dall’Istituto, per registrare le attività svolte da ogni singolo allievo, anche in riferimento alle attività finalizzate al conseguimento di competenze sulla conduzione della relazione interpersonale e specificamente psicoterapeutica.

Alla fine del quadriennio, lo specializzando dovrà sostenere un esame finale e discutere di fronte al Comitato scientifico la tesi elaborata o l’esposizione argomentata di casi clinici trattati con supervisione.

Al termine del quadriennio, a seguito della verifica delle presenze e superamento dell’esame finale, sarà conferito agli allievi il diploma finale di “Specialista in Psicoterapia Breve Sistemico Strategica”.

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