Il primo colloquio in psicoterapia gioca un ruolo sostanziale e pone le basi della terapia stessa. L’obiettivo principale è la conoscenza del professionista e la costruzione di una relazione terapeutica, l’alleanza terapeutica, che è il principale motore di cambiamento della persona.
Generalmente quello che si fa in un primo colloquio è comprendere il motivo della richiesta e valutare se si può avviare un percorso terapeutico gettando le basi per il percorso futuro.
Come ben sappiamo tutto questo è estremamente amplificato nella terapia a seduta singola dove si gestisce ogni colloquio come se fosse l’unico.
Come ci si prepara quindi per un primo colloquio quando si vuole effettuare una TSS e quali sono gli elementi da ricercare che concorrono alla sua efficacia?
Uno degli strumenti più efficaci per prepararsi ad un incontro di TSS è un contatto con la persona prima della sessione stessa, contatto che può avvenire in diversi contesti e può implicare la comunicazione di diversi contenuti.
Il contesto e i contenuti del contatto pre-seduta sono gli elementi fondamentali da valutare per migliorare l’efficacia del primo colloquio in TSS.
Il contesto
Sta al professionista decidere in quale contesto effettuare il contatto con la persona, adattando la scelta caso per caso e valutando gli strumenti da utilizzare.
Generalmente sono stati individuati tre contesti principali per un contatto pre-seduta:
- uno o più giorni prima del primo colloquio con un incontro telefonico,
- subito prima della sessione con la somministrazione di un questionario,
- subito prima dell’inizio del primo colloquio con un momento iniziale di confronto faccia a faccia dedicato.
Nel contesto telefonico il terapeuta deve avere ben chiaro in mente l’obiettivo della telefonata: prepararsi all’incontro. L’obiettivo deve essere condiviso con la persona in maniera chiara e, nonostante ogni terapeuta debba condurre la telefonata secondo il proprio personale stile, anche la persona è parte attiva del processo di preparazione, tanto che è previsto che entrambi i partecipanti possano avere un taccuino per prendere appunti.
Nel contesto del questionario invece l’elemento peculiare è il fatto che il questionario debba essere compilato nel momento più vicino all’inizio dell’incontro così da rappresentare il vissuto attuale della persona.
Anche in questo caso va esplicitato che il questionario ha uno scopo di preparazione all’incontro permettendo alla persona di predisporsi al colloquio e nel contempo fornendo elementi utili e preziosi al terapeuta per massimizzare l’efficacia del primo colloquio.
Nel contesto dell’incontro faccia a faccia subito prima dell’inizio del primo colloquio gioca invece un ruolo fondamentale la gestione del tempo. In questi casi infatti è utile prevedere un incontro di una lunghezza superiore, ad esempio 90 minuti invece dei tipici 60 minuti, ed è fondamentale che, sia per il terapeuta che per la persona, i due incontri benché immediati siano distinti in maniera chiara. L’obiettivo esplicitato anche in questo caso è quello di raccogliere tutte le informazioni selezionate dal terapeuta come elementi fondamentali in grado di massimizzare l’efficacia della seduta.
I contenuti
I contenuti che possono essere veicolati nel contatto pre-sessione possono essere pressoché infiniti e sta sempre al terapeuta valutare caso per caso quali siano i principali da indagare.
In questo contesto e a tal proposito vorremmo riportare una serie di domande proposte dal Professor Windy Dryden (2019) che hanno l’obiettivo di identificare alcuni elementi fondamentali utili a massimizzare l’efficacia di un primo colloquio in TSS.
- Quali sono i motivi per cui stai cercando aiuto ora? Chi altro è coinvolto?
- Quanto velocemente vuoi essere aiutato?
- Cosa vorresti ottenere entro la fine della sessione?
- Quali tentativi precedenti hai fatto per risolvere il problema e qual è stato il risultato? Utilizzare tentativi utili; scoraggiare i tentativi inutili.
- Come hai risolto problemi simili in passato? Suggerire di trasferire strategie di successo per la risoluzione del problema.
- Quali punti di forza rilevanti hai che puoi utilizzare nel processo di TSS?
- Quali virtù caratteriali hai che ti aiuteranno a ottenere il massimo dal nostro lavoro insieme?
- Quali valori importanti hai che potrebbero essere alla base del nostro lavoro?
- Come posso aiutarti al meglio quando avremo la nostra sessione faccia a faccia?
- Di quali risorse esterne puoi avvalerti per trarre beneficio nella terapia?
- Quale musica, letteratura e opere d’arte associ al cambiamento?
- Quali preziose lezioni ti hanno insegnato?
- Quali principi di vita ti guidano?
- Quali modelli o figure influenti potrebbero incoraggiarti a cambiare nel modo che desideri?
Come si può facilmente intuire ogni domanda pone l’attenzione su uno dei diversi elementi fondamentali della TSS, sta al professionista valutare se sottoporre alla persona tutte le domande o farne una selezione per dare un taglio più deciso anche all’incontro.
Conclusioni
Il contatto pre-seduta si presenta come una delle strategie più valide per massimizzare l’efficacia del primo colloquio in TSS.
La valutazione del terapeuta si dovrà concentrare sui due elementi fondamentali in grado di caratterizzare in maniera peculiare il contatto stesso: il contesto e il contenuto della comunicazione.
Alla luce di queste considerazioni sviluppare e consolidare un proprio stile nella fase di preparazione ai primi colloqui in TSS diventa quindi una variabile fondamentale in grado di influenzare in maniera diretta e importante l’esito del colloquio stesso.
Bibliografia
Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Giunti Editore.
Dryden, W. (2019). Single – Session Therapy. Routledge.
Hoyt, M. F., & Talmon, M. (Eds.). (2014). Capturing the moment: Single session therapy and walk-in services. Crown House.
Talmon, M. (1990). Single-session therapy: Maximizing the effect of the first (and often only) therapeutic encounter. Jossey-Bass.

