Quando inizia il cambiamento nella terapia a seduta singola?
Nella terapia a seduta singola il cambiamento non arriva dopo.
Può iniziare già nel primo incontro.
Non serve aspettare.
La persona arriva con una situazione su cui vuole lavorare. Spesso la racconta come qualcosa che non funziona.
Ma dentro quello che porta ci sono già tentativi, risposte, piccoli movimenti.
Non sempre li vede. Non sempre li riconosce.
Il lavoro nella terapia a seduta singola parte da qui. Non da un’analisi lunga. Si chiarisce cosa per la persona farebbe la differenza. Si rende concreto ciò che sta cercando. Il cambiamento si vede quando qualcosa si sposta. Quando parla in modo diverso. Quando vede una possibilità.
Quando riconosce una risorsa che prima non stava considerando.
Non serve un grande cambiamento. Anche un passo minimo può bastare. Come indicano Hoyt e Talmon, il cambiamento avviene quando qualcuno fa qualcosa di diverso (Hoyt & Talmon, 2014).
Nella terapia a seduta singola questo passaggio si cerca subito. Non alla fine.
Il cambiamento si osserva mentre accade.
Non dopo.
Quali strumenti permettono di osservare il cambiamento nella terapia a seduta singola?
Nella terapia a seduta singola gli strumenti non servono a raccogliere informazioni.
Servono a far emergere il cambiamento mentre accade.
La persona arriva con una difficoltà. Se restiamo lì, non succede molto. Il punto è vedere dove quella difficoltà è già diversa. Quando chiediamo cosa ha già funzionato, qualcosa si muove. La persona si ferma. Pensa. E spesso si accorge che non è tutto uguale. Questo è già cambiamento.
A volte dice: “non lo so”. Se restiamo lì, il lavoro si blocca. Se chiediamo: “supponi di saperlo”, prova a rispondere. E in quel tentativo qualcosa cambia.
Nella terapia a seduta singola lavoriamo su questi scarti. Su quei momenti, anche piccoli, in cui qualcosa si muove. Le eccezioni mostrano che non è sempre così. Le risorse mostrano che la persona è già attiva.Quando questo diventa chiaro, cambia la posizione della persona.
Non è più solo dentro la difficoltà. Le domande servono a rendere tutto questo visibile.
“Da cosa ti accorgeresti che qualcosa è cambiato?” Porta il cambiamento su un piano concreto. Durante la seduta il terapeuta verifica una cosa sola. Se ciò che emerge è utile.
Se non lo è, si cambia direzione. Questo è il punto centrale della terapia a seduta singola.
Non spiegare la difficoltà. Ma far emergere un modo diverso di starci dentro.
Come si consolida il cambiamento nella terapia a seduta singola?
Nella terapia a seduta singola il cambiamento diventa utile solo se la persona può usarlo fuori dalla seduta. Non basta che qualcosa si muova. Serve capire cosa farne subito. Verso la fine dell’incontro si chiarisce cosa è cambiato. E cosa può essere portato fuori.
A volte la persona non ha un obiettivo chiaro. Oppure dice: “non lo so”. In questi casi si può chiedere: “cosa dovrebbe accadere per poterti dire: grazie dottore, ne è valsa la pena?” Non serve una risposta perfetta. Serve iniziare a vedere una direzione.
Il punto non è “stare meglio”. È fare qualcosa di diverso. Quando la persona individua anche un solo passo concreto, il cambiamento diventa reale. Non completo. Ma reale.
Molte persone arrivano dopo aver provato tante soluzioni. E spesso non hanno funzionato. La terapia a seduta singola interviene qui. Interrompe questi schemi. Apre uno spazio.
Il terapeuta non decide al posto della persona.
Come dice Hoyt, non è il giocatore, ma il caddy (Hoyt, 2014). Il cambiamento appartiene alla persona. Anche un cambiamento piccolo può aprire altro. Perché rompe una sequenza.
Nella terapia a seduta singola non si costruisce necessariamente una soluzione completa. Si crea un punto di svolta.
Il cambiamento non va cercato lontano. Va riconosciuto quando inizia.
Bibliografia
Cannistrà, F., e Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.
Hoyt, M. F., e Talmon, M. (2014). Single-Session Therapy by Walk-In or Appointment. New York: Routledge.
Hoyt, M. F. (2014). Brief Therapy and Single-Session Therapy: 50 Key Steps. New York: Routledge.
Talmon, M. (1990). Single-Session Therapy: Maximizing the Effect of the First (and Often Only) Therapeutic Encounter. San Francisco: Jossey-Bass.



