Terapia Breve Centrata sulla Soluzione con le famiglie:come creare uno spazio di co-costruzione anche nei conflitti

Scritto da Anna Esposito

Che cos’è la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione?

La Terapia Breve Centrata sulla Soluzione è un approccio terapeutico nato alla fine degli anni ’70 grazie al lavoro di Steve de Shazer e Insoo Kim Berg, presso il Brief Family Therapy Center a Milwaukee. Questo approccio si concentra sulle risorse e sui punti di forza del paziente per aiutarlo a raggiungere i propri obiettivi, anziché soffermarsi e analizzare il problema che lo porta in stanza di terapia. Invece di focalizzarsi su ciò che non va, il terapeuta guida la conversazione verso ciò che ha funzionato e cosa funzionerà, aiutando il paziente a visualizzare un futuro desiderato e a identificare i passi necessari per raggiungerlo. 
L’essenza di questo tipo di terapia risiede nel favorire il cambiamento utilizzando esempi pratici di successo, aiutando le persone a descrivere il futuro desiderato e a individuare le proprie capacità per raggiungerlo.

Nella fase iniziale si scelgono insieme piccoli obiettivi concreti e realistici su cui lavorare tra una seduta e l’altra, come ad esempio provare a cambiare una piccola abitudine o ripetere un comportamento che ha già funzionato.
Tutto il percorso si basa su domande mirate, in modo da valorizzare ogni piccolo segnale di miglioramento e rafforzare il senso di autoefficacia del cliente.

La Terapia Centrata sulla Soluzione con la famiglia

La Terapia Centrata sulla Soluzione si è rivelato un approccio molto efficace nell’aiutare le famiglie a uscire dai soliti schemi negativi, ridondanti e disfunzionali.
L’idea centrale è questa: invece di concentrarsi esclusivamente sul problema che attanaglia l’intera famiglia, si cerca insieme ciò che funziona, anche nelle piccole cose.

Il terapeuta non si presenta come l’esperto, ma come un facilitatore dello scambio comunicativo, poiché si ritiene che siano i clienti stessi gli esperti della propria vita e della propria storia personale e famigliare.


Durante l’incontro il terapeuta pone una serie di domande per aiutare i clienti a pensare fuori dagli schemi e incoraggiarli a sviluppare una mentalità orientata al futuro.


Ogni membro della famiglia è invitato a riconoscere le risorse e le capacità già presenti all’interno del sistema e, soprattutto, i momenti in cui il problema è stato o è meno intenso o addirittura assente. Per far questo si utilizzano domande pratiche e strumenti semplici ma estremamente potenti, come la “Miracle question”, le scale di valutazione e le domande sulle eccezioni.
Il percorso si costruisce insieme, sessione dopo sessione, affinché la famiglia sia messa in condizione di individuare obiettivi realistici e subito applicabili, anche in contesti di forte conflitto.

La co-costruzione di obiettivi e soluzioni nelle situazioni di conflitto

Quando in famiglia emergono tensioni o conflitti importanti, la Solution Focused Therapy crea uno spazio di ascolto dove ogni voce viene valorizzata. Terapeuta e famiglia lavorano fianco a fianco per costruire nuove possibilità: si presta molta attenzione al linguaggio, alle parole scelte, ai piccoli cambiamenti che rendono la relazione più positiva.


 L’utilizzo di domande pratiche (ad esempio: “Quando è successo che siete riusciti a parlare senza litigare?”) e di complimenti per i traguardi raggiunti, si favorisce il passaggio da una “logica del problema” a una “logica della soluzione”.
Uno degli strumenti più utili è la discussione sulle eccezioni: raccontare, anche solo per qualche minuto, cosa è accaduto nella finestra di tempo in cui il conflitto non c’è stato, permette alla famiglia di individuare strategie concrete che possono essere ripetute.


L’obiettivo non è individuare il colpevole, ma incentivare l’ascolto, il rispetto e la collaborazione tra tutti

Uno dei punti di forza della Terapia centrata sulla Soluzione è sicuramente la sua praticità, dal momento che, una volta acquisite, molte strategie possono essere utilizzate nella vita di tutti i giorni, anche senza la presenza del terapeuta.

Ad esempio, ogni membro della famiglia può allenarsi a riconoscere e raccontare un piccolo successo quotidiano (anche legato a un problema che sembrava irrisolvibile), oppure a porre attenzione a tutte le volte in cui il conflitto è stato meno presente e in che modo ha agito, per comprendere le differenze rispetto alle occasioni di litigio.
Nella maggior parte dei casi, il motore del cambiamento è la creazione di un obiettivo comune: famiglie alle prese con grandi problemi, incomprensioni o crisi emotive hanno trovato beneficio nel lavorare insieme, passo dopo passo, così da accentuare le risorse e le capacità trasversali tra i membri.
Anche chi affronta grandi sfide può scoprire una nuova fiducia nelle proprie capacità e nel gruppo familiare.

Blibliografia

  • Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2021). Terapia breve centrata sulla soluzione: Principi e pratiche. EPC srl.
  • De Shazer, S., et al. (2007). Solution Focused Brief Therapy: History and Development.​
  • Franklin, C., et al. (2016). Solution-Focused Brief Therapy: A Review of Its Outcomes.​

Sitografia

Scritto da Anna Esposito

Psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione in Psicoterapie Brevi Sistemico Strategiche presso l’Istituto ICNOS di Roma. Sono anche un tutor DSA certificato e offro percorsi di sostegno all’apprendimento a bambini e ragazzi e alle loro famiglie. Mi occupo prevalentemente di sostegno psicologico rivolto ai giovani adulti e alle coppie.
terapie brevi ebook

Scarica l’EBOOK GRATUITO sulle Terapie Brevi

Vuoi approfondire le Terapie Brevi in modo pratico, flessibile e basato sull’evidenza?

Scopri terapiebrevi.it, la piattaforma dell’Istituto ICNOS dedicata alla formazione online.

Videocorsi on demand, esempi clinici, strumenti subito applicabili.