Utilizzo delle Conversazioni Informali nelle Terapie Brevi a Lungo Termine

Utilizzo delle Conversazioni Informali nelle Terapie Brevi a Lungo Termine

Il mondo della psicoterapia sta cambiando.

Stanno cambiando i servizi e le offerte con cui è possibile offrire una terapia.

Gli utenti preferiscono sempre di più percorsi brevi a percorsi lunghi. Terapia fatte a misura del cliente piuttosto che protocolli standardizzati.

Terapie al bisogno piuttosto che interminabili liste di attesa.

La flessibilità del terapeuta e la sua creatività sono due elementi importanti per saper rispondere ai bisogni del cliente contemporaneo.

L’era post COVID ha accelerato alcune dinamiche, che si sarebbero comunque presentate, come l’utilizzo della teleterapia, dei video corsi e dei social media.

Il setting psicoterapeutico ha subito una grande forzatura. Il setting terapeutico moderno è sempre più allargato a tratti ambiguo e multiforme.

Che cosa sono le conversazioni informali?

Per entrare meglio nel vivo di questo articolo vorrei spiegare brevemente cosa sono le conversazioni informali.

Le conversazioni informali sono delle interazioni costruttive extra-terapeutiche che avvicinano la persona alla realtà desiderata.

Si manifestano sotto forma di parole, azioni, percezioni, sensazioni o in generale a tutto ciò che appartiene al mondo fenomenologico e pragmatico della persona in relazione al suo ambiente esterno.

Sono molto simili ad alcune variabili dei fattori comuni presentate da Hubble e Lambert (1992) in The Heart and Soul of Change: What Works in Therapy.

Le conversazioni informali sono adiacenti e complementari al processo terapeutico. Non sostituiscono la terapia ma sono un suo complemento. Possono essere più o meno efficaci ad accelerare il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico prefissato.

  • La 3 qualità principali delle conversazioni informali sono:
    Invisibili Forse questo è l’aspetto più interessante. Le conversazioni informali sono effimere, invisibili e trasparente. Le conversazioni informali per essere utilizzate devono essere osservate
  • Informali: Le interazioni informali non hanno forma. Non hanno una struttura auto organizzante, codificate.
  • Costanti: Sono sempre presenti nella vita della persona accadono in continuazione bisogna saperle riconoscere
  • Piccole: Sono delle micro esperienze: linguistiche, percettive, comportamentali e sensoriali

Possiamo distinguere due grandi macro-categorie delle conversazioni informali:

  1. Conversazioni informali pianificate
  2. Conversazioni informali improvvisate

La maggior parte delle conversazioni informali rientrano nella seconda categoria.

Facciamo un esempio

Se un terapeuta ad un certo punto durante la seduta decidesse di interrompere la sessione per fare con il paziente una camminata nel giardino questa sarebbe una conversazione informale pianificata.

Se una paziente incastrato in una relazione tossica decidesse ad un certo punto, durante la sessione, di rispondere al marito che sta chiamando insistentemente per sapere dove si trova in quel momento in presenza del terapeuta…questa sarebbe palesemente una conversazione informale improvvisata.

Per capire meglio possiamo inserire altre due grandi macro-categorie:

  1. Conversazioni informali terapeutiche
  2. Conversazioni informali extraterapeutiche

Come abbiamo visto prima la maggior parte delle conversazioni informali sono extra terapeutiche, ma il terapeuta può utilizzare le interazioni informali, che non hanno apparentemente nulla a che vedere con la terapia formale, ed includere all’interno del processo terapeutico.

E’ qui che introduciamo l’utilizzazione come tecnica e atteggiamento terapeutico per rendere visibile ciò che è invisibile e usare a nostro favore qualsiasi elemento dentro e fuori la seduta.

Conversazioni Informali nelle terapie brevi a lungo termine

Durante la pandemia tanto quanto nell’era post covid abbiamo assistito, e sempre di più assisteremo, ad una rottura del setting terapeutico e alla creazione di tantissimi momenti extraterapeutici.

Tantissimi psicologi e psicoterapeuti hanno aperto profili sui social media mostrando la propria identità: personale, professionale e virtuale.

Ogni interazione all’interno di un contesto virtuale è un’interazione digitale il più delle volte informale.

Le interazioni digitali possono trasformarsi in vere e proprie conversazioni informali. Le conversazioni informali possono aumentare di frequenza intensità e durata fino a motivare la persona a “provare” una sessione di psicoterapia breve.

Le conversazioni informali possono quindi essere una realtà extra terapeutica, in particolare un cambiamento pretrattamento.

Cioè qualcosa che inizia a funzionare prima dell’inizio formale della terapia. Questa esperienza extra terapeutica potrà essere anche l’inizio della prima sessione di psicoterapia breve.

I fattori extraterapeutici sono presenti prima, dopo e tra le sessioni della terapia formale. Ovviamente sono anche presenti durante le sessioni.

Ma considerando che la persona passa più tempo nella propria vita che all’interno dello studio del terapeuta, i fattori extraterapeutici saranno più presenti nella vita informale della persona.

Quindi più la terapia è a lungo termine e più aumentano in modo esponenziale le conversazioni informali.

E che cosa succederà quando la terapia formale sarà finita, ammesso che si possa definire una fine formale della terapia?

Non lo sappiamo.

Quello che sappiamo è che la persona resterà con delle altre conversazioni informali potenzialmente più terapeutiche di quelle con cui entrata in seduta che funzioneranno da autocura

Nella logica delle conversazioni informali il drop-out assume un significato differente.

È come se la psicoterapia fosse “interminabile” anche senza le sessione.

Non esiste un drop-out formale. Le conversazioni informali sostituiscono l’idea classica del drop-out trasformando la terapia breve a lungo termine in una terapia breve lungo tutto l’arco della vita, LifeLong Therapy.

Il bravo terapeuta sarà colui in grado di equilibrare cambiamento, apprendimento e piano, piano sparire lasciando il minor numero di tracce possibili.

Riferimenti bibliografici

Nardone G., Balbi E., Vallarino A., Bartoletti M., (2017). Psicoterapia breve a lungo termine Milano: Ponte alle Grazie Editore.

Nardone G., Balbi E., (2008). Solcare il mare all’insaputa del cielo Milano Tea Editori
Wampold, B.E. (2001). The Great Psychotherapy Debate: Models, Methods, and Findings. Lawrence Erlbaum Associates Inc., Mahwah: NJ.

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