Motivazioni che innescano azioni e pensieri compulsivi

Il Disturbo ossessivo compulsivo prevede certe regolarità nel suo strutturarsi ma anche motivazioni differenti che danno origine alla patologia. In particolare sono state individuate cinque tipologie di motivazioni che avviano le azioni e i pensieri tipici di tale disturbo:

  • La prima tipologia corrisponde al dubbio, il quale innesca la necessità di risposte rassicuranti. Nel caso ad esempio del dubbio di essere infettati o contagiati da una malattia, la persona ha l’esigenza di ricercare rassicurazioni. In questo senso cercherà di prevenire il contagio o di mettere in atto comportamenti di disinfezione come rimedio. Da un dubbio, quindi, originano una serie di azioni e comportamenti di tipo protettivo per prevenire o riparare il problema e che, se eccessivamente esasperati, danno origine alla patologia ossessivo compulsiva.

Il dubbio si può però avere anche per aspetti più positivi che possono propiziare la vita della persona positivamente. In questo caso si può fare l’esempio di un esame avvenuto con successo. Il soggetto farà caso al tipo di abbigliamento indossato o al percorso fatto per arrivare all’università e, in considerazione di ciò, eseguirà lo stesso rituale anche per gli esami successivi finendo per trasformarlo in una vera e propria compulsione che, se non attuata, potrebbe portare al fallimento di questi ultimi.

  • Una seconda modalità consiste nella ritualità dovuta all’eccesso di rigidità ideologica, al rispetto di una certa moralità e alla credenza nelle superstizioni. In tal caso la persona decide ad esempio di pregare per espiare le proprie colpe dopo aver commesso un peccato, attuando quindi un rituale riparatorio. In alternativa, può decidere di mettere in atto un rituale preventivo rinunciando a qualcosa che le piace per resistere alla tentazione. Infine, può decidere di utilizzare dei rituali propiziatori, ad esempio le preghiere mattutine, per sperare che la giornata vada bene.
  • La persona può anche esasperare i processi di ragionamento razionali fino a renderli totalmente irragionevoli. Un esempio si ha quando il soggetto tende ad analizzare ogni dettaglio e ogni possibilità prima di prendere una decisione, finendo però per estremizzare tale processo. Il cercare di prevenire gli errori con tale modalità conduce infatti il soggetto all’incapacità di agire.

Se invece la persona crede di aver già commesso un errore, tende a controllare ripetitivamente tutto quello che ha fatto finendo per non concludere il compito iniziale.

  • Il disturbo può anche avere origine da atti di prevenzione condotti all’estremo giungendo infine alla fobia vera e propria.
  • Concludendo, l’ultima motivazione risulta dagli effetti di un’esperienza traumatica. In questo caso il soggetto sviluppa dei pensieri o comportamenti sedativi o immunizzanti per difendersi da un trauma subito. Tale compulsione ha però la caratteristica di ripresentarsi ogni volta che la persona si trova di fronte a qualunque cosa possa essere associata al trauma.

(Nardone G., Portelli C., 2013)

La “malattia” del dubbio

Già nel XIX secolo il Disturbo ossessivo compulsivo era considerato e definito la “malattia del dubbio”. Le persone affette da tale disturbo, infatti, sono alla costante ricerca di certezze, spesso però difficili da trovare. Effettivamente, è impossibile molte volte eliminare del tutto il dubbio e le incertezze così come non è possibile raggiungere una piena certezza e sicurezza. Ed è proprio questa esigenza di certezza e di eliminazione dei dubbi che conduce le persone ad attuare i tipici comportamenti ripetitivi, o rituali, del Disturbo ossessivo compulsivo. Questi ultimi, però, non fanno altro che diminuire il dubbio solo momentaneamente. Con il tempo, infatti, tali compulsioni saranno sempre meno efficaci per ridurre l’ansia ma condurranno, anzi, ad un aumento della sintomatologia (Di Nunzio M., 2020).

L’individuo con Disturbo ossessivo compulsivo prova dubbi ricorrenti o dubbi ossessivi per cui tende a porsi costantemente delle domande a cui non riesce a rispondere in modo sicuro e soddisfacente. Giunge in questo modo ad una crisi di ansia con conseguenti comportamenti di controllo per verificare che le azioni siano state svolte nel modo corretto. La persona si trova quindi costretta in un circolo vizioso di dubbi, ansia e controlli (Gaudio M., 2022).

I soggetti che dedicano gran parte del loro tempo a ragionare non fanno altro che aumentare il numero di domande a cui dover rispondere. In tal modo viene a crearsi una catena di dubbi e una fitta rete di pensieri che imprigionano la persona. Quest’ultima, infatti, può passare ore e ore nel loop di domande e risposte dedicando gran parte del tempo della giornata pensando sempre alla stessa cosa (Doni S., 2018).

Le domande su cui si interroga l’individuo sono domande che non hanno un’unica risposta ma che possono averne anche più di una. Il soggetto, però, le tratta come se fossero domande razionali la cui risposta può essere ottenuta tramite lo studio e la ricerca di informazioni.

In che modo si può reagire al dubbio?

La persona può reagire al dubbio in diversi modi:

  • Può cercare risposte certe e rassicuranti di fronte a domande irrisolvibili secondo la trappola delle “risposte corrette a domande scorrette”;
  • Può cercare di controllare le proprie sensazioni, emozioni e risposte fisiologiche giungendo al paradosso del “controllo che fa perdere il controllo”;
  • Può infine cercare di bloccare i pensieri temuti o disturbanti attuando il paradosso del “pensare di non pensare”.

Il tentativo di rispondere in modo razionale al dubbio che il soggetto ha in mente non fa altro che condurlo verso un circolo vizioso infinito. Questo perché un dubbio, che non può essere sciolto in modo razionale, genera ulteriori domande con risposte che danno origine a ulteriori punti interrogativi e così via senza fine. In questo modo si provoca un effetto a catena di risposte e domande senza arrivare a un punto conclusivo e lasciando la persona con il dubbio iniziale e incapace di agire. Questo meccanismo porta di conseguenza a un blocco della vita quotidiana dell’individuo (Doni S., 2018).

Un esempio può essere relativo al dubbio di essere omosessuale. In questo caso il soggetto può aver sviluppato pensieri del tipo “Come mai penso a queste cose? Sono forse omosessuale?” e dando il via ad un ragionamento razionale per cercare di scacciare via la possibilità che il suo timore possa essere vero. Inizia quindi una ricerca di conferme del fatto che a lui piacciono le donne e non gli uomini, ma continua a interrogarsi sul perché allora gli sono balzati alla mente quegli strani pensieri. Mette in atto una ricerca dettagliata di tutti i segnali che possano far pensare a quello; legge su internet tutto quello che trova al riguardo; osserva gli altri ragazzi per capire cosa prova oppure immagina di compiere atti sessuali con altri uomini per valutare gli effetti di tali immaginazioni; controlla i propri comportamenti e movimenti corporei…

La giornata dell’individuo è quindi incentrata e dedicata allo sciogliere il dubbio con il ragionamento. Più questo non accade, più il soggetto metterà in atto ulteriori ragionamenti in cerca di prove e rassicurazioni in un circolo senza fine che va ad intaccare la vita quotidiana e il benessere della persona.

In conclusione…

Un aspetto tipico e ampiamente studiato del Disturbo ossessivo compulsivo è quello del dubbio. Il soggetto con tale patologia è infatti pervaso dal dubbio di poter fare o aver fatto qualcosa da lui temuto. Iniziano quindi a balenargli nella mente domande a cui è impossibile dare una risposta certa e sicura. Questo lo conduce in un loop di domande e risposte senza fine che lo costringe a mettere in atto i tipici comportamenti compulsivi, ovvero i rituali patologici, per rassicurarsi. Questa ricerca di rassicurazioni, però, non fa altro che aggravare la sintomatologia del disturbo andando ad incidere negativamente su tutte le sfere di vita della persona.

 

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Riferimenti bibliografici

Nardone G., Portelli C. (2013). Ossessioni e compulsioni. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi. Ponte alle Grazie. Milano

https://www.mariangelagaudio.it/ambiti-intervento-psicoterapeutico/disturbo-ossessivo-compulsivo/dubbio-patologico-nel-disturbo-ossessivo-compulsivo/ (consultato in data 21/03/23)

https://www.terapiabrevestrategica-mi.it/dubbio-patologico/#:~:text=Il%20dubbio%20patologico%20%C3%A8%20una,o%20avr%C3%B2%20fatto%20male%3F). (consultato in data 21/03/23)

https://www.psicologodinunzio.com/il-disturbo-ossessivo-compulsivo-la-malattia-del-dubbio/ (consultato in data 22/03/23)

https://www.claudiademasi.com/dubbio-patologico (consultato in data 22/03/23)

https://www.centroditerapiastrategica.com/dubbio-patologico-disturbo-ossessivo-2/ (consultato in data 22/03/23)