La gestione sana e funzionale della sessualità è uno dei compiti a cui è chiamato a rispondere l’essere umano, ma non sempre il rapporto tra mente e natura, volontà ed istinto, risulta essere equilibrato ed in armonia.

L’approccio terapeutico sviluppato presso il Centro di Terapia Strategica si pone come obiettivo quello di ricondurre la sessualità alla sua naturalezza, sbloccando questi eventuali contrasti nel modo più efficace ed efficiente possibile.

L’approccio strategico si basa sul presupposto che la problematica vada risolta nel qui ed ora e pone il suo focus sui meccanismi attraverso i quali il problema persiste.

La fase di cura inizia sin dal primo incontro ed ha come l’obiettivo quello di innescare un qualche cambiamento, anche il più piccolo, concreto ed immediato che si ripercuota a cascata sul resto del sistema.

Secondo il modello strategico la persistenza del problema avviene a causa della mente conscia e delle tentate soluzioni che rigidamente vengono perpetuate nonostante la loro disfunzionalità.

Vengono dunque proposte, per modificare l’omeostasi insana, una serie di prescrizioni comportamentali concepite al fine di inibire le ternate soluzioni che mantengono il problema.

Le modalità disfunzionali che la persona con disturbi sessuali mette in atto, si possono ricondurre a due categorie principali: la conscia e deliberata ricerca di sensazioni e/o reazioni che naturalmente sarebbero spontanee, oppure il rigido evitamento di quest’ultime.

In entrambi i casi il terapeuta strategico si porrà come obiettivo quello di impedire, con apposite manovre, queste modalità disfunzionali.

Nel primo caso, si aiuterà la persona nel cercare di evitare tutto ciò che a suo parere gli procuri le sensazioni e reazioni desiderate affinché possa lasciare il naturale programma neuro-biologico libero di esprimersi.

Nel secondo caso, invece, lo scopo sarà quello di aiutare il paziente nel riuscire a cedere a piccole dosi alle tentazioni, mostrandogli come in questo modo sia possibile controllarle essendo queste meno pervasive e disturbanti.

Introduzione ai disturbi sessuali: contrasti mente e natura

I disturbi della sessualità sono un esempio di come lo sviluppo delle facoltà intellettive umane abbia avuto come effetto collaterale l’emersione di frequenti contrasti tra natura e mente.

Le patologie sessuali sono caratterizzate infatti da problematiche relative al rapporto tra la prestazione e la propria volontà oppure tra l’incapacità di lasciarsi andare e la ricerca di controllo mentale.

Il sesso è il sistema che consente il permanere della specie e, come potente fattore motivazionale, è una delle aree più importanti della vita della persona.

Naturalmente l’essere umano è dotato di potenti programmi neuro-biologici che regolano la sessualità in maniera efficace, tuttavia, problematiche relative all’esercizio della sessualità riguardano un’importante percentuale della popolazione sia maschile che femminile.

Il comportamento sessuale è assai vulnerabile alle anomalie del funzionamento della psiche umana confermando la sua rilevanza nel complesso della personalità.

Nella sessualità, come si verifica anche in altre forme di comportamento, esiste un delicato equilibrio tra l’autocontrollo e la perdita di quest’ultimo, tale per cui se le forme di controllo dovessero diventare eccessive, il comportamento risulterebbe essere disfunzionale.

Lo stesso risultato si otterrebbe così anche se eccessiva divenisse la perdita di controllo. Affinché dunque il comportamento sessuale possa essere funzionale è necessario un equilibrio tra l’espressione dei programmi neuro-biologici ed i comportamenti che controllano questi programmi.

Questa caratteristica del comportamento sessuale, non fa altro che seguire la logica paradossale dei comportamenti umani: se si ordina un atto che di per sé dovrebbe essere spontaneo significa impedire di metterlo in atto, come anche proibirlo molto spesso porta alla sua provocazione.

Su questi paradossi si basano la gran parte delle patologie sessuali.

Dai problemi alle loro soluzioni

È nel momento in cui si vanno ad irrigidire le tentate soluzioni che si formano i problemi.

Un problema diventa tale quando si ha la consapevolezza che si tratti di un problema e si iniziano a mettere in atto dei tentativi per la sua risoluzione.

Le modalità risolutive che cerca di attuare la persona, frutto di scelte razionali e logiche,  sembrano molte volte assumere caratteristiche più patologiche del problema stesso e questo è proprio il caso che si presenta nella maggior parte dei disturbi sessuali.

La rigidità ed il perpetuarsi di queste tentate soluzioni non fa altro che ridurre numericamente le possibilità operative della persona.

La debolezza e la vulnerabilità dell’area sessuale risiede come abbiamo visto nel fatto che questa appartenga all’interregno collocato tra la volontà di controllo e la spontaneità.

Ma se è vero che possa essere sufficiente interrompere le tentate soluzioni per lasciare spazio all’emersione delle risorse naturali, è possibile aspettarsi che bloccando quei comportamenti che rendono il sesso innaturale si possa ottenere “facilmente” la soluzione al problema e lasciare che la forza sessuale della persona sia libera di esprimersi.

Creare soluzioni dunque, vuol dire cercare di bloccare la costruzione di tutti quei meccanismi che inibiscono le risorse di cui l’essere umano dispone naturalmente.

 

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Bibliografia

Nardone G., Rampin M. (2015). Quando il sesso diventa un problema. Milano: Adriano Salani Editore s.u.r.l.