Diversi studi e review (Shleider et al., 2020) mostrano dati a supporto del lavoro con gli adolescenti attraverso la terapia a seduta singola sia in termini di gravità che tipologia di psicopatologie.

La Terapia a Seduta Singola è caratterizzata da punti distintivi che ben si prestano nel lavoro con gli adolescenti.

Innanzitutto il ruolo attivo della persona che è concepita come la vera esperta del contenuto che porta. Questo rimanda all’adolescente un maggior senso di coinvolgimento nella pianificazione e nelle decisioni riguardanti se stesso.

Il terapeuta che pratica la Terapia a Seduta Singola lavora in qualità di esperto del processo e si approccia alla relazione terapeutica con curiosità ed empatia.

In aggiunta, questo metodo si focalizza sulle risorse e punti di forza della persona, anziché solo sui problemi. Tali aspetti, combinati tra loro, aiutano a costruire una visione più positiva e resiliente del sé e sono riconosciuti in letteratura tra i fattori terapeutici maggiormente predittivi di un buon esito della terapia.

È inoltre importante ricordare che adattare l’approccio terapeutico alle esigenze specifiche dell’adolescente è cruciale. Il principio dell’adattamento alla singola persona durante il processo terapeutico tipico della Terapia a Seduta Singola rispecchia perfettamente questa necessità.

Attraverso il mindset della Terapia a Seduta Singola è quindi possibile rimandare all’adolescente un senso di maggiore autonomia e autoefficacia, rispondendo ad alcuni dei bisogni principali della persona in questa fase evolutiva.

L’accessibilità alla cura

Il Sistema Sanitario Pubblico non è in grado di rispondere in tempi brevi a tutte le richieste degli adolescenti e si vede costretto ad applicare dei criteri di priorità.

Questo comporta inevitabilmente la presa in carico immediata di quei giovani che riportano sintomi e psicopatologie ritenute gravi. Al contempo però, vengono lasciati “in attesa” adolescenti che comunque vivono disagi e problematiche, con il rischio che questi possano peggiorare e/o cronicizzarsi.

La natura breve di una singola seduta può facilitare l’accessibilità ai servizi di salute mentale per gli adolescenti in termini di tempo, riducendo le liste di attesa.

Aumentare la capacità di risposta immediata alle richieste d’aiuto può permettere a più individui di essere presi in carico subito, prevenendo anche il rischio dell’aggravarsi del disagio stesso.

Anche nel contesto privato, la brevità del trattamento attraverso il metodo della Terapia a Seduta Singola permette alle famiglie di accedere più facilmente ad una richiesta di cura, in termini di impegno economico.

Raggiungere la richiesta che non arriva

I dati sul drop out in psicoterapia, in particolare per gli adolescenti, dovrebbero far riflettere sulle modalità di lavoro più comunemente impiegate. Se i dati sull’interruzione della terapia mostrano che il numero più frequente di sedute è “1”, è opportuno riflettere anche su tutti quei casi in cui il numero reale è “zero”.

Come si va incontro alla richiesta inespressa di aiuto da parte degli adolescenti? Un tentativo è rappresentato dalla recente rivalutazione e intensificazione della figura dello psicologo scolastico. Tuttavia l’accesso a questo servizio è spesso limitato in termini di numero di colloqui a disposizione.

Non è detto poi che la stessa figura venga riconfermata nei successivi anni scolastici.

Similmente accade per gli sportelli d’ascolto offerti da associazioni ed enti del terzo settore a livello territoriale e dal recente, seppur parziale, sviluppo della figura dello psicologo di base.

Sebbene tali figure collaborino sinergicamente con altri professionisti ed enti impegnati nel campo della salute mentale, resta il rischio di prolungare la risposta alle richieste di aiuto per gli adolescenti, esponendoli a molteplici incontri con vari professionisti e compromettendo così l’efficacia del trattamento.

I servizi walk-in

Un ulteriore strumento volto ad incentivare un accesso rapido e ampio alle cure, sono i servizi Walk-In: servizi a cui le persone possono accedere senza appuntamento.

Questa modalità, nata negli anni sessanta nel Norda America e ora diffusa in tutto il mondo, si integra bene con il metodo della Terapia a Seduta Singola.

Un ottimo esempio di questo tipo di servizi specializzati nel lavoro con bambini e adolescenti è il ROCK (Reach Out for Kids), in Canada, che offre un approccio multidisciplinare nella valutazione e trattamento degli adolescenti.

Le ricerche svolte mostrano dati a supporto dell’efficacia del servizio, esiti desiderati e soddisfazione da parte delle persone che ne hanno usufruito.

In conclusione…

Implementare l’utilizzo della Terapia a Seduta Singola anche in contesti scolastici, di associazioni, di cure primarie e di servizi walk-in, permetterebbe di massimizzare l’efficacia del singolo incontro, riducendo l’attivazione di iter lunghi e complessi e promuovendo un beneficio efficiente, oltre che efficacie, all’adolescente.

 

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Bibliografia

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti Editore Firenze.

De Angeli, E., Pavon, M., & Maggiolini, A. (2020). Quando ci si ferma a pochi colloqui. Non-starter, dropout o psicoterapie brevissime? Scritti Istituto Minotauro, 3(7), 94-106

Schleider, J. L., Dobias, M. L., Sung, J. Y., & Mullarkey, M. C. (2020). Future directions in single-session youth mental health interventions. Journal of Clinical Child & Adolescent Psychology, 49(2), 264-278.

Norcross, J. C., & Wampold, B. E. (2011). Evidence-based therapy relationships: research conclusions and clinical practices. Psychotherapy48(1), 98.