Nell’articolo di oggi andremo a delineare le caratteristiche che rendono la Terapia Breve Centrata sulla Soluzione un ottimo approccio per essere utilizzato all’interno delle istituzioni scolastiche.

Terapia Breve Centrata sulla Soluzione: di cosa parliamo

La Terapia Breve Centrata sulla Soluzione nasce negli USA negli anni ‘80, grazie al lavoro di Steve de Shazer e il suo team del Centro di Terapia Familiare Breve nel Milwaukee.

De Shazer e i suoi collaboratori si accorsero che i pazienti che si rivolgevano al loro centro erano in grado di attuare cambiamenti significativi nella loro vita “semplicemente” attraverso dei colloqui orientati alla descrizione di come avrebbero desiderato fosse il loro futuro (O’Connel e Palmer, 2014).

Fu sviluppato quindi questo nuovo approccio che, anziché analizzare il problema alla ricerca delle sue cause, invita la persona a focalizzarsi sui cambiamenti che desidera ottenere nella sua vita, ponendo l’accento su quanto già stia funzionando, piuttosto che sulle carenze.

La terapia breve centrata sulla soluzione restituisce ai pazienti il proprio senso di efficacia, vedendoli come persone dotate di risorse e capacità di affrontare i propri problemi. Inoltre, come si può evincere dal nome, è un intervento tipicamente breve: ha una durata media di 3 – 5 sedute.

Lo psicologo nella scuola

Lo scorso anno il CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) ha stilato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione a favore del supporto psicologico nelle scuole, per poter garantire un’adeguata presenza della figura dello psicologo in tutte le istituzioni scolastiche.

All’interno del Protocollo d’Intesa si sottolinea l’importanza della presenza degli psicologi all’interno delle scuole, a maggior ragione considerando lo stato di emergenza sanitaria che da un anno ci troviamo a vivere.

Le mansioni che il professionista deve ricoprire in una scuola vengono così riassunte all’interno del protocollo: supporto ad insegnanti, famiglie e studenti, e supporto organizzativo all’istituzione scolastica (CNOP, 2020).

Se quindi da un lato possiamo gioire per il fatto che, finalmente, il ruolo dello psicologo sia stato riconosciuto come fondamentale all’interno delle agenzie educative, luogo primario di socializzazione e crescita di migliaia di ragazzi, dall’altra il professionista si troverà davanti ad una serie di oggettive difficoltà: gli Istituti Scolastici coprono un bacino d’utenza che va dalle centinaia alle migliaia di persone.

Questi numeri si scontrano con l’esiguità delle ore di cui, generalmente, gli psicologi scolastici dispongono.

È quindi necessario ed auspicabile che il professionista disponga di un metodo di intervento che possa rivelarsi non solo efficace, ma anche efficiente. La terapia breve centrata sulla soluzione può sicuramente aiutare in questo.

Lo psicologo centrato sulla soluzione a scuola: un connubio vincente

La Terapia Breve Centrata sulla Soluzione non si caratterizza solo per essere un intervento, appunto, breve, ma anche per essere adattabile alla moltitudine di situazioni che, in un contesto come quello scolastico, lo psicologo può trovarsi ad affrontare.

E questo è possibile proprio perché questo modello non analizza e ricerca le cause del problema, ma grazie a puntuali domande, fa costruire ai pazienti delle storie alternative riguardo se stessi.

Queste storie alternative metteranno in luce le risorse e le abilità che la persona possiede e che la porteranno poi ad agire in modo maggiormente costruttivo. (O’Connel e Palmer, 2014).

Nel 2009, Kim e Franklin hanno fatto una revisione delle ricerche disponibili riguardo l’utilizzo di questo approccio nei contesti scolastici.

I due ricercatori hanno rilevato come l’utilizzo dell’approccio centrato sulla soluzione sia applicabile ad un ampio spettro di problematiche che gli utenti scolastici (studenti, insegnanti e genitori) si trovano ad affrontare, come ad esempio sintomi depressivi e ansiosi, emozioni negative, uso di droghe e aggressività (Franklin e Belciug, 2015).

L’approccio ha dimostrato inoltre di ottenere esiti positivi a prescindere dall’età dell’utenza (Kim e Franklin, 2009).

I risultati delle ricerche e le caratteristiche della Terapia Breve Centrata sulla Soluzione confermano dunque quanto questo approccio possa essere di grande aiuto per lo psicologo scolastico che, nel poco tempo che ha a disposizione, si trova a dover rispondere ad una moltitudine di richieste estremamente variegate.

 

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Riferimenti bibliografici

Franklin, C., Belciug, C., (2015). Solution – Focused Brief Therapy in Schools. Encyclopedia of Social Work.

Kim, J., Franklin, C., (2009). Solution – Focused Brief Therapy in Schools: A review of the outcome literature. Children and Youth Services Review (31), 464 – 470.

O’Connel, B., (2002). La Terapia Centrata sulla Soluzione. Guida alla terapia breve e al counselling. Salerno: Ecomind.

O’Connel, B., Palmer, S., (2014). Manuale di Terapia Breve Centrata sulla soluzione. Firenze: Libri Liberi.